top of page
337876292_711158280745840_3301237940615968779_n.jpg
190.JPG

​

L’Accademia Santu Jacu nasce come scuola di Iconografia Cristiana e come laboratorio di crescita umana, artistica e spirituale. È un luogo in cui l’arte non è mai separata dalla preghiera, lo studio dalla vita interiore, la tecnica dalla fede.

Fondata e guidata da Michele Antonio Ziccheddu, teologo e iconografo, insieme alla moglie Emanuela Giordano, l’Accademia è il frutto di una vocazione condivisa: un cammino matrimoniale, artistico e spirituale vissuto come un’unica chiamata.

Una vocazione che nasce dall’incontro

Per Michele, l’arte è da sempre linguaggio dell’anima. Dopo una formazione iniziale nelle diverse espressioni artistiche, l’incontro con l’iconografia cristiana ha rappresentato una svolta decisiva: la scoperta di un’arte capace di diventare preghiera, dialogo con Dio, annuncio del Vangelo attraverso i colori.

La sua formazione si è sviluppata tra studio teologico e pratica iconografica: dal corso istituzionale di Iconografia Cristiana presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna, allo studio delle scuole russe (in particolare quella moscovita dei secoli XIV–XVII), fino al viaggio di studio al Monte Athos, luogo determinante per la maturazione artistica e spirituale. Nel 2018 ha conseguito la Licenza in Teologia Fondamentale e Dogmatica con una tesi dedicata alla teologia dell’icona, ambito in cui prosegue tuttora la sua ricerca.

Emanuela porta nel progetto una sensibilità artistica maturata inizialmente attraverso la musica e una solida esperienza organizzativa. Il suo cammino nell’iconografia si è intrecciato fin dall’inizio con quello di Michele, dando forma a un servizio condiviso. 

Iconografia come cammino di fede

Per l’Accademia Santu Jacu, l’icona non è un’immagine devozionale, ma arte liturgica: una vera e propria teologia a colori. Ogni linea, ogni colore, ogni scelta iconografica nasce dalla Tradizione della Chiesa ed è portatrice di un contenuto teologico preciso.

Scrivere un’icona significa entrare in un linguaggio ricevuto, non inventato, che richiede non solo abilità tecnica ma una formazione teologica seria e una vita spirituale autentica. Per questo la scuola pone al centro la teologia dell’icona, l’antropologia cristiana e la dimensione liturgica, affinché l’arte non si riduca a estetica, ma diventi testimonianza del Mistero.

L’iconografo, in questa visione, non è solo un artista: è un testimone e un servitore. Attraverso il suo lavoro rende visibile la luce del Risorto e accompagna la preghiera della Chiesa, educando lo sguardo alla bellezza dell’umanità trasfigurata.

Un laboratorio che è anche casa

In questi anni l’Accademia ha accolto persone provenienti da percorsi di vita molto diversi. Il laboratorio è diventato per molti un luogo di silenzio, di guarigione interiore, di riconciliazione e di riscoperta della fede. Qui l’iconografia è vissuta come un cammino lento, che intreccia studio, lavoro manuale, preghiera e ascolto.

Non si tratta solo di imparare una tecnica antica, ma di lasciarsi trasformare dallo sguardo dell’icona. Spesso chi entra scopre che non sta semplicemente “dipingendo”, ma rispondendo a una chiamata più profonda.

Matrimonio e vocazione condivisa

La vita coniugale di Michele ed Emanuela non è separata dal lavoro del laboratorio: ne è il cuore. Il matrimonio è vissuto come una vocazione condivisa, una piccola liturgia quotidiana in cui il silenzio, la preghiera e il servizio diventano forma di vita.

Secondo lo spirito dell’ora et labora, ciò che si vive nel laboratorio continua nella quotidianità: nelle scelte, nelle fatiche, nell’accoglienza degli altri. In questo senso, la famiglia stessa diventa un’icona vivente, segno concreto di una fede incarnata.

Uno sguardo al futuro

Il sogno che anima l’Accademia è quello di dare vita a un vero centro di spiritualità dell’iconografo: una casa in cui poter vivere tempi di ritiro, silenzio, formazione teologica, lavoro interiore e scrittura dell’icona secondo il ritmo della Tradizione.

Un primo segno di questo cammino è già presente nell’Eremo degli Artisti, uno spazio semplice e raccolto, pensato per chi desidera fermarsi, pregare e ritrovare pace.

In un tempo segnato dalla fretta e dal rumore, l’icona continua a offrire una parola profonda: invita alla lentezza, alla verità, all’incontro. L’Accademia Santu Jacu desidera rimanere questo: un luogo in cui la bellezza non è fine a se stessa, ma diventa via che conduce a Dio.

Michele Antonio Ziccheddu Emanuela Giordano Accademia Santu Jacu

​

"Ci preme soprattutto il cammino spirituale dei nostri allievi e non solo il progresso artistico, consapevoli che questi due aspetti devono sempre coesistere."

© Accademia Santu Jacu 2014
bottom of page