Nel 1911 Henri Matisse, ebbe modo di visitare i monasteri della Russia e le loro bellezze artistiche e spirituali riportandone un impressione così grande, che da quel momento in poi le sue opere appaiono influenzate dal fascino esercitato in lui dalle icone, specie nella ricerca della luce e dell'armonia del colore. Matisse non fu l'unico ad essere travolto dalla dirompente forza dell'icona, ne fu il primo ad esserne influenzato. Prima di lui e anche dopo molti artisti cercarono di tradurre in parte il linguaggio iconografico cristiano in altre forme di pittura. L'arte occidentale stessa, nel medioevo deve la sua rinascita, secondo quanto scrive il Vasari, all'opera dei maestri iconografi greci chiamati ad affrescare le chiese di Firenze, di cui Cimabue fu allievo e da cui apprese le tecniche, da lui poi venne Giotto e a Siena Duccio di Boninsegna e poi tanti altri. Ma anche nell'arte moderna e contemporanea si possono rintracciare le influenze iconografiche. In Kandiskij, Malevic, perfino in Wharol con le sue ripetitività. Ma tutti questi pittori contemporanei, non provenivano da una formazione iconografica, ne intuivano la profondità e il mistero, ne restavano affascinati ma ne ignoravano la fonte, l'origine, il senso.

Forse l'unico che davvero seppe condensare efficacemente gli elementi fondamentali dell'arte bizantina, nella sua anti-naturalità e anti-plasticità fu El Greco, che si formò a Creta come iconografo e solo in seguito nel contatto con la pittura veneziana e italiana mutò la propria arte, ma inserendo elementi fondamentali dell'iconografia nella sua pittura. In particolare, la luce che, come nelle icone, non colpisce le figure dall'esterno ma emerge dall'interiorità, ed anche la ricerca del colore e la stilizzazione risentono chiaramente del suo passato e della sua esperienza da iconografo.

Sulla scia di questi, come di altri artisti, anche io, che provengo da una formazione iconografica, cerco di tradurre lo stile o almeno alcune caratteristiche della tecnica, del disegno e del simbolismo dell'icona, nella misura in cui questo è possibile, senza snaturare o confondere i linguaggi, nei miei dipinti non a soggetto sacro. Si tratta di una traduzione non facile ma la mia esperienza mi spinge a continuare questa ricerca. Quello che cerco in particolare è l'espressione, il ritmo, l'armonia, l'immediatezza, la luce. 

Tecniche antiche per opere moderne

© Accademia Santu Jacu 2014